Cartoleria il-gioco-del-contrabbandiere-locandina

Published on ottobre 6th, 2016 | by DavideSigon

0

Il gioco del Contrabbandiere

Gioco di strategia basato sulla realtà storica del territorio comasco e ticinese

Realizzato da Tommaso Baj e Alessandro Dominioni

I protagonisti di questo gioco sono i finanzieri e i contrabbandieri che, soprattutto dagli anni ’50 ai ’70 del Novecento, hanno segnato la nostra storia, la nostra economia e la nostra cultura. Lo scopo del gioco per il contrabbandiere è quello di riuscire a portare le merce dai depositi situati in Svizzera ai magazzini di smistamento in Italia; lo scopo del finanziere è ovviamente quello di arrestare il contrabbandiere.

Buon divertimento.

Il gioco si svolge fra 2 giocatori o 2 squadre: contrabbandieri e finanzieri.

Contiene tabellone, 6 pedine, carte degli imprevisti, istruzioni.

Attenzione. Non adatto ai bambini di età inferiore a 5 anni, piccole parti potrebbero essere ingerite o inalate.

Prezzo: € 24,00

 

il-gioco-del-contrabbandiere

Giocare con la storia di un territorio, creare un passatempo che fa meditare sulle radici? Ora si può. Tomaso Baj, designer della comunicazione, e Alessandro Dominioni, editore, l’hanno fatta grossa.

Finora queste vicende le avevamo apprese dalla viva testimonianza dei protagonisti, dall’una e dall’altra parte. Ciascuno con le proprie ragioni. E le avevamo lette nei libri di storia, usciti soprattutto dagli anni Novanta in poi. Alberto Anzani ci ha fatto un film, Sul confine. Davide Van De sfroos ci ha costruito una buona fetta di carriera, piacendo molto con le sue canzoni in dialetto anche agli svizzeri. Baj e Dominioni hanno guardato più concretamente alla mappa che illustra il territorio. E hanno osato andare oltre, varcare il confine. Letteralmente. Hanno scomodato per un gioco da tavolo (non è un’app digitale, anche se servono sempre le dita) addirittura l’epopea dei contrabbandieri che soprattutto nel secondo dopoguerra e fino agli anni Settanta del Novecento hanno trasportato appunto di sfroso – de sfroos come usa dire in vernacolo – fiumi di sigarette, cioccolata e altri beni in modo illegale, sfidando appunto la legge (l’etimologia parla chiaro: “contra-bando” ossia “contro la norma”). Ed ora che di altri traffici purtroppo si tratta e con canali meno rudimentali e anzi spesso piuttosto sofisticati (droga, denaro sporco, esseri umani) ecco il nuovo gioco dell’estate. Da prenotare anche per l’albero di Natale. È il cofanetto Il gioco del contrabbandiere (Como, Dominioni, 24 euro), sottotitolo “Gioco di strategia basato sulla realtà storica del territorio comasco e ticinese”, che può far concorrenza col mitico Monopoli ma è d’altra pasta: là tra “vicolo corto” e “parco della Vittoria” vinceva l’etica del capitalismo, che porta ad accumulare ricchezze e di conseguenza a ridurre all’angolo gli avversari fino a ridurli in miseria.  Qui siamo al classico rapporto tra guardie e ladri che con la logica del gioco dell’oca (accompagnato però da schede di approfondimento culturale per il rispetto dei dati storici, senza alcuna pedanteria accademica) si attraggono e respingono come calamite. Il tutto lungo la ramina, la rete di confine tra l’Italia e la parte italofona della confederazione rossocrociata, dalla bassa comasca fino a Porlezza. Lungo strade asfaltate e viottoli sterrati. Un gioco a rimpiattino dettato storicamente dalla miseria da un lato e dalla necessità di far rispettare le regole dall’altro. Le bricolle possono rompersi, gli elicotteri aiutarti ad aggirare i malviventi e a coglierli nel sacco, i cani possono fiutare la preda. Ma chi vincerà? Fino alla fine la suspence avvince i giocatori: i finanzieri non possono sconfinare in Svizzera, i contrabbandieri possono anche prendere il sommergibile per arrivare  ai sospirati depositi in terra italiana. Ma l’imprevedibile è sempre in agguato. Una superficie di gioco cartonata rigida, sei pedine in tutto, tre per parte, e due mazzetti di carte con i classici imprevisti, i trabocchetti del caso che scompaginano la sorte e rendono quasi infinite le combinazioni. Ecco perchè il gioco può durare indefinitamente, un quarto d’ora come intere serate.  Per i grandi un modo per ricordare le radici, e per i piccoli, dai 5 anni in su, un’alternativa intelligente a pokemon e tablet, per divertirsi con la memoria e imparare a coltivarla divertendosi. Se proprio vogliamo trovare un difetto, manca il prezzo in franchi svizzeri. Ma è veniale, se il gioco è difendere il “made in Europe”.

fonte:


About the Author



Back to Top ↑
  • Pagina locale

  • Il Santo del giorno

    san francesco d'assisi pastore e martire


Facebook